Località e itinerari di un'Italia mai vista
Slide background
Il duomo di Ferrara

Prova

(Toscana)

Leno (Brescia) – Saranno presentati domenica 6 luglio, in occasione della Fiera di San Benedetto, i risultati della nuova campagna di scavi del cantiere didattico inaugurato lo scorso 16 giugno in Villa Badia sul sito archeologico dell’ex monastero longobardo di Leno, un luogo che continua a riservare delle sorprese.

Il terreno situato a nord del complesso monastico, ora inserito nel parco circostante Villa Badia, ha svelato solo pochi mesi fa i resti di un insediamento medioevale, compreso fra il 500 e l’anno 1000. Una situazione complessa e unica nel territorio bresciano. Per questo la Fondazione Dominato Leonense, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici e l’Università di Verona, ha steso l’importante progetto di scavo archeologico pluriennale.

Il percorso coinvolge studenti e docenti del corso di laurea in Archeologia dell’Università degli Studi di Verona, guidati dal Professore Fabio Saggioro, per un’indagine mirata a promuovere una serie di interventi di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio archeologico di Leno.

Quanto c’è da accertare è la presenza di stratigrafiaantropizzata, ovvero di un deposito archeologico che contribuisca a completare il quadro già emerso dagli scavi fatti negli anni passati. A dispetto della scarsa potenza della stratigrafia indagata nelle campagne precedenti, l’area che sarà coinvolta nello scavo ha rivelato finora la presenza di un deposito ricchissimo di informazioni.

Pochi centimetri al di sotto del terreno vegetale, infatti, sono subito emersi livelli di macerie (fra le quali sono stati riconosciuti anche elementi decorativi in pietra di notevole interesse), alcune strutture murarie ben conservate, numerosi frammenti di ceramica databile tra l’Età Tardo Antica e l’Età Rinascimentale, ma soprattutto quella che tecnicamente viene definita dark earth, ovvero “terra scura”.

Tali depositi, caratteristici dei siti di Età Altomedievale (V-X sec.d.C.), sono costituiti da terreno che spesso assume una colorazione quasi nerastra determinata dalla presenza di una forte componente organica mescolata al terreno, risultato dell’abbondante presenza di rifiuti e scarti di cibo e dell’utilizzo del legno per la costruzione delle abitazioni civili.